Stop al bullismo – Il resoconto del primo incontro

Stop al bullismo – Il resoconto del primo incontro

STOP AL BULLISMO

IL RESOCONTO DEL PRIMO INCONTRO

 

LIVORNO – Si è tenuto la settimana scorsa nella Chiesa dei Tre Arcangeli, in via Olanda, il primo incontro formativo di due ore, dalle 16.00 alle 18.00, che aveva come tematica principale il Bullismo.

L’iniziativa, promossa da Misericordia di Montenero e Divertimparando, patrocinata dal Comune e fortemente sostenuta dalla Comunità i Tre Arcangeli, ha visto la partecipazione di numerosi ragazzi e genitori.

All’ incontro hanno partecipato circa venti utenti, ragazzi e ragazze, tutti di 11 anni, sono i ragazzi che frequentano in maniera continuativa il catechismo nella medesima struttura.

Il Workshop è stato introdotto da Simonetta Grossi che ha spiegato ai partecipanti il ruolo fondamentale della Misericordia di Montenero, l’importanza della presenza della Sezione Leccia Scopaia e Collinaia sul territorio, e come è nata la collaborazione con Divertimparando, sottolineando l’importanza del volontariato per i futuri volontari e per il territorio stesso. I ragazzi hanno compreso, cosa fino a quel momento non molto chiara, la differenza tra lavoro e volontariato e l’utilità sociale di questo sia per chi è aiutato ma anche per chi aiuta.

Dopo questa introduzione ha parlato Chiara Mori, titolare del Divertimparando, illustrando la nuova start up e cosa fa concretamente.

Successivamente Giulia Campi ha iniziato in maniera effettiva l’incontro che avrebbe dovuto prevedere una parte teorica ed una più pratica, quest’ultima successiva, ma fin dalle mie prime parole di introduzione si è sentita forte l’esigenza dei ragazzi di parlare delle loro esperienze, vissute concretamente sulla propria pelle.

Molti ragazzi sono intervenuti per esternare e condividere le loro esperienze accadute fin dai primi anni delle scuole elementari, due ragazzi in particolare, un ragazzo e una ragazza, hanno subito più volte, alle scuole elementari, atti di bullismo diretto  e per questo è stato indagato sull’accaduto, sviscerando concretamente la definizione di bullismo nata dal telefono azzurro.

I partecipanti sono rimasti basiti dall’esistenza di questa associazione: molti di loro non ne erano a conoscenza, non credevano di poter ricorrere all’aiuto delle autorità; nelle loro esperienze si sono tutelati solo parlando con i genitori, propri e del bullo, e con le insegnanti per fermare questo fenomeno. Molto spesso questo non è bastato per arginarlo.

Dai racconti è emerso che spesso le insegnanti hanno banalizzato il fenomeno e/o non sono intervenute a dovere per tutelare la vittima. È stato spiegato per questo la responsabilità penale, anche dell’insegnante, ed è stata citata la norma giuridica che disciplina l’argomento.

I ragazzi hanno trovato la soluzione, in alcuni casi, di aiutarsi facendo gruppo, unendosi tra loro e indebolendo il bullo.

I partecipanti hanno esternato molte cose private, anche difficili da dire di fronte a un pubblico, ma questo è stato un feed back molto positivo soprattutto per proseguire la discussione.

È stato poi analizzato l’uso delle nuove tecnologie e dei vari social, spiegando pro e contro di questi potenti mezzi di comunicazione.

Dopo questo siamo passati concretamente alla parte pratica del workshop , dividendo gli ascoltatori in gruppi di 3, alcuni di 4 persone, e dando loro mezz’ora di tempo per creare dei cartelloni sulla tematica, attraverso parole, disegni, frasi e tutto quello che stimolava la loro fantasia.

In questa fase sarebbe stato utile avere più tempo a disposizione per poter analizzare ancora altri argomenti connessi al fenomeno come: l’autostima, la percezione di sé, il rapporto con gli altri e la disabilità, argomenti invece trattati solo in maniera marginale vista la riduzione dell’orario.

Alla fine ogni gruppo ha esposto agli altri il contenuto del proprio elaborato con commenti ed altri argomenti di discussione.

Durante l’incontro si sono aggiunti ad osservare il lavoro i tre ragazzi del servizio civile, alcuni genitori e una suora.

Al termine dell’incontro, mentre i ragazzi facevano merenda, le tre relatrici state avvicinate da varie mamme che oltre ai vari complimenti per la riuscita dell’incontro, chiedevano soluzioni pratiche in merito all’argomento e non solo.

Sono state date loro le informazioni consone per il luogo, lasciato i nostri recapiti per averne di maggiori, e la possibilità di partecipare ai nostri futuri incontri.

È stata inoltre rimarcata nuovamente, soprattutto alla suora presente, le differenze tra il progetto e i servizi a pagamento.

 

 

Il Seminario si è concluso con una fase conviviale, che è stata l’occasione per fare il punto tutti insieme, ragazzi, tutor, genitori, assistenti sociali. E’ stata così ribadita la necessità di mantenere il contatto per i casi riscontrati e di ripetere l’esperienza il prima possibile.

Se sei interessato a partecipare ai prossimi Workshop in merito,  tel. 0586 85 66 33

 

 

 

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