Il Tirreno: Leccia, Scopaia: vandalismi a ripetizione.

Il Tirreno: Leccia, Scopaia: vandalismi a ripetizione.

Il Tirreno: Leccia, Scopaia, vandalismi a ripetizione.«Sono bande di giovani»

Livorno, a Caffè Tirreno residenti, commercianti e operatori raccontano la nuova emergenza del rione. «Sono minorenni, addirittura di 11 anni». Ecco i progetti per “recuperarli”

di Francesca Suggi

LIVORNO. Li vedono (e li sentono) farsi via Inghilterra e via della Scopaia su una ruota dello scooter, di giorno e di sera. Si sfidano tra loro, noncuranti dei pericoli e degli altri. E ancora questi giovanissimi sono stati visti montare sul tetto dell’edicola in piazza Monnet , bivaccare e tirare sassi alla vetrina dell’associazione Italia-Nicaragua (che ne porta i segni). Per non parlare delle scritte sui muri (alcune addirittura firmate “Leccia Gang”). «Spesso capita di trovare anche le auto vandalizzate e vogliamo ricordare il recente raid al parco gioco di via Giotto andato distrutto, praticamente l’unica area attrezzata per bambini tra Leccia e Scopaia», sono in tanti, tra residenti, operatori e volontari che lavorano nel quartiere a segnalare una ”nuova emergenza” della Scopaia ( coinvolge anche la Leccia). Lo fanno al Bar d’Europa, in via Inghilterra, che ha ospitato la nuova tappa di Caffè Tirreno.

«Questo quartiere manca di luoghi di aggregazione giovanile: la noia purtroppo col tempo ha portato questi ragazzi a comportamenti che degenerano e se dici loro qualcosa ti rispondono pure male, non hanno paura di niente», rincara Stefano Lotti che fa parte anche lui del neo comitato Vivi Leccia e Scopaia (racchiude le varie anime del territorio, con l’obiettivo di migliorarlo e affrontare le criticità).

BANDE DI GIOVANISSIMI. La Scopaia, rione tra i più giovani della città, fatto di condomini popolari e case di proprietà, incorniciato da grandi spazi verdi (aimé non valorizzati), lancia un sonoro Sos rispetto ad un fenomeno analizzato dai formatori e dai tutor di Divertimparando, l’impresa giovane che lavora nel rione “dal basso”, con le nuove generazioni, nella struttura polifunzionale della Misericordia inaugurata in via di Collinaia a settembre. «Qui ci sono sostanzialmente due bande di minorenni, ci sono addirittura ragazzini di 11 anni – spiega la responsabile Chiara Mori – In totale sono una cinquantina di giovani, divisi tra Leccia e Scopaia, che dal pomeriggio fino a sera sono in giro e agiscono come un branco. Quando scrivono sui muri si firmano anche». Mori parla di episodi specifici: «Una volta dettero fuoco ad un bidone della spazzatura per scaldarsi – racconta – Poi li ho visti fare assurde prove di coraggio: in bici vanno verso gli autobus in transito, poi si scansano all’ultimo momento. Per non parlare delle sfide su una ruota lungo via della Scopaia e via Inghilterra, dei vandalismi fatti alla chiesa». Si indicano pure i ritrovi: in fondo a via della Scopaia, in cima a via del Vecchio Lazzeretto e dietro alla Conad della Leccia.

EMERGENZA DISPERSIONE SCOLASTICA. Vicino alla sede della Misericordia c’è una firma “Leccia Gang”: è una delle 2 bande. La stessa presenza dell’Arcinconfraternita (e di Divertimparando) è stata “accettata” gradualmente. «I primi tempi il gruppo si appostava giù facendo un grande caos, quasi a scoraggiarci: poi hanno capito che siamo qui anche per loro». «Il grosso problema di questo quartiere e che, a catena, genera gli altri fenomeni è la dispersione scolastica – va nei dettagli l’assistente sociale Giulia Campi che si occupa di un progetto ad hoc per il quartiere proprio sulla Dispersione scolastica – I dati lo collocano, a Livorno, subito dopo Shangai e Corea: la contraddizione è che la prima volta che abbiamo presentato il progetto non si è presentato nessuno. Lo ripresenteremo con il coinvolgimento dell’amministrazione e spero di trovare collaborazione nelle scuole del rione».

NON SIAMO UN GHETTO: I PROGETTI. Divertimparando, insieme alla Misercordia, all’associazione Italia-Nicaragua e al neo comitato Vivi Leccia e Scopaia (a cui tutti hanno aderito, insieme a tanti residenti e attività del quartiere) ribadiscono il concetto che se da una parte il problema esiste, dall’altro il rione Scopaia ha voglia di reagire. Di intervenire. Di unire le forze e fare progetti per migliorare la situazione generale. «Questo è un quartiere fatto di tanta gente positiva e propositiva – ci tiene a sottolineare Simonetta Grossi responsabile della Misericordia di via di Collinaia- Non siamo un ghetto, ma prima che la situazione si cronicizzi c’è bisogno che anche le istituzioni che conoscono la situazione intervengano: noi stiamo facendo rete con Divertimparando per cercare di proporre corsi, progetti e attività per togliere tanti ragazzi dalla strada». Circa 200 tra volontari e operativi, la Misericordia fa da “presidio” su  un territorio che tra Scopaia, Collinaia e Leccia conta 26mila abitanti. Tanti residenti, una cinquantina, stanno frequentando i corsi di soccorritore I e II livello. Divertimparando ha lanciato da qualche tempo il progetto “Studiare insieme” per alunni delle medie e delle superiori (gratuito). Il 30 marzo è in programma “Sos compiti per casa, strategie per le famiglie”: si tratta di “ponti” tra i giovani formatori del gruppo e gli altrettanto giovani del quartiere. Un modo per rompere il ghiaccio. Per coinvolgere. Sabato, alla parrocchia, dalle 16 balle 20 c’è un’altra iniziativa ad hoc “stop al bullismo”, dedicata ai ragazzi del catechismo.

«In questo percorso noi cerchiamo di far passare il messaggio che studiare non è un peso, che noi non siamo lì per giudicare, che i ragazzi possono essere se stessi», racconta la sua esperienza di tutor Alessia Balestri Cagnoni. «Anche solo prendere un caffè fuori, con lo stemma di Divertimparando oppure con la giacca della Misericordia è un modo per farsi conoscere, per scoraggiare le cattive frequentazioni», continua il formatore e volontario Misericordia Davide Vallini. Chiude Francesco Marzotto: «Il rapporto uno ad uno serve anche per far capire a questi ragazzi che non hanno bisogno del gruppo per esistere, che ognuno ha la sua storia e i problemi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Fai sapere che ti è piaciuta, condividi la nostra news